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Due sono i modi per accettare l’eredità:

 1) da un punto di vista “formale” l’eredità può essere accettata in maniera “espresa” o “tacita”;

 2) da un punto di vista “sostanziale” l’eredità può essere accettata “puramente e semplicemente” oppure con il “beneficio di inventario”

Nello specifico l’accettazione si dice espressa quando il chiamato all’eredità ha dichiarato di accettarla in un atto pubblico o in una scrittura privata, mentre è tacita quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare l’eredità.

L’accettazione con beneficio di inventario si esegue con una dichiarazione da effettuarsi presso un notaio o nella cancelleria del Tribunale del circondario ove si è aperta la successione.

Al di là degli specifici adempimenti cui ottemperare è bene soffermarsi:

 

a) sui casi in cui l’eredità può essere accettata esclusivamente con beneficio di inventario e cioè:

- quando è devoluta a minori ed interdetti;

- quando ad accettarla sono minori emancipati e inabilitati;

- quando ad accettare siano persone giuridiche, associazioni, fondazioni o enti non riconosciuti.

 

b) Sugli effetti del beneficio di inventario

il principale effetto dell’accettazione con beneficio di inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio del defunto da quello dell’erede.

L’erede che accetta con beneficio di inventario, infatti, avrà un limitazione della responsabilità opponibile a qualsiasi creditore.

L’erede, infatti, in questo caso non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti dall’eredità.

L’azione di riduzione, disciplinata dagli articoli 553 e seguenti del Codice Civile, è un’azione che il nostro ordinamento concede ai c.d. legittimari per ottenere la riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni che eccedono la quota di cui il testatore poteva disporre.

 Per spiegare in maniera semplice ed esauriente l’utilizzo pratico e la ragione dell’esistenza di questo rimedio è necessario inquadrare l’azione di riduzione all’interno delle disposizioni del Codice Civile in tema di successioni, svolgendo un breve e chiaro excursus nel “mondo delle successioni”, con particolare riferimento alla c.d. “successione necessaria”.

Il nostro ordinamento, infatti, consente ad ogni soggetto di disporre dei suoi beni per il periodo successivo alla morte nel modo che ritiene più opportuno, dando anche la possibilità di effettuare donazioni in vita.

Tale diritto non viene però concesso in maniera incondizionata: non è possibile ledere i diritti che la legge riconosce ed assicura ai congiunti più stretti, che vengono indicati tassativamente.

Conseguentemente, quando vi sono determinate categorie di congiunti “stretti” (coniuge, figli legittimi, legittimati, adottivi e, in assenza di figli, gli ascendenti), una parte dei beni del’eredità dovranno necessariamente (da qui il termine “successione necessaria”) essere attribuiti a questi.

La quota che la legge riserva a questi soggetti (i c.d. “legittimari” o “successori universali”) prende il nome di quota di legittima.

E’ in questo contesto che si colloca l’azione di riduzione: se le disposizioni testamentarie o le donazioni fatte in vita eccedono la quota di cui il testatore poteva disporre, ciascun legittimario può agire in giudizio per la riduzione delle une o delle altre, con una specifica azione che si chiama, per l’appunto, azione di riduzione.

 Principali caratteristiche dell’azione di riduzione:

 - si prescrive in dieci anni;

- è irrinunciabile da parte dei legittimari finchè il donante è in vita;

 Chi e come può esercitarla?

 Come visto l’azione di riduzione può essere esercitata dai c.d. legittimari, ossia quelle persone a favore delle quali il Codice Civile riconosce una quota di eredità od altri diritti di successione.

Essi sono:

- il coniuge (anche se separato);

- i figli legittimi (a cui sono equiparati i legittimati e gli adottivi);

- i figli naturali;

- gli ascendenti legittimi.

La riunione fittizia:

Come, in concreto, si può stabilire se il testatore, con eventuali donazioni eventualmente fatte in vita e con il testamento, ha leso i diritti spettanti ai legittimari?

Con un’operazione contabile comunemente denominata riunione fittizia:

- si calcola il valore dei beni che appartenevano al defunto al momento della morte e da questo si detraggono i debiti; il risultato lo si somma al valore dei beni eventualmente dati in donazione.

- Sulla base del risultato di tale operazione si calcola la quota di cui il testatore poteva liberamente disporre ed eventuali violazioni subite dai legittimati.

Quando un soggetto nel corso della propria vita ha fatto donazioni ai figli legittimi o naturali, ai loro discendenti legittimi o naturali, o al coniuge, la legge presume che questo soggetto non abbia voluto, con queste donazioni, alterare il trattamento che egli ha stabilito per testamento o, se questi è morto senza redarre testamento, il trattamento stabilito dalla legge in virtù delle disposizione relative alla successione legittima.

La legge presume infatti che in questi casi i beni donati siano da attribuire quale “anticipo della successione” con la conseguenza che devono essere compresi o conferiti nella massa attiva del patrimonio ereditario per essere poi divisi tra i coeredi in proporzione delle quote a ciascun spettanti.

Ecco un esempio utile a chiarire la fattispecie.

- Supponiamo che il signor Rossi aveva due figli, Tizio e Caio ed è morto con un patrimonio di 1.000;

- ha disposto per testamento che il patrimonio debba andare per 1/3 a Tizio e per 2/3 a Caio;

- in vita ha donato 500 Tizio.

In questo caso occorre aggiungere al patrimonio ereditario il valore di quanto è stato donato (1.000 + 500 = 1.500). Sul risultato complessivo si determineranno le quote ereditarie e cioè:

- Tizio 1/3 di 1.500 = 500;

- Caio 2/3 di 1.500 = 1.000.

La funzione della collazione è infatti quella di mantenere tra i discendenti e il coniuge chiamati a succedere la proporzione stabilita dal testamento o dalla legge.

E l’art. 737 del codice civile recita testualmente:

“I figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati.

La dispensa dalla collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile”.

LA SUCCESSIONE LEGITTIMA

 Quando un soggetto non ha disposto dei propri beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere è la legge ad intervenire su come essi dovranno essere assegnati, con la c.d. “successione legittima”.

Le categorie di successibili, nella successione legittima, sono:

- il coniuge;

- i discendenti legittimi e naturali;

- gli ascendenti legittimi;

- i collaterali;

- i genitori del figlio naturale;

- gli altri parenti;

- lo Stato.

Vediamo ora di analizzare in maniera analitica le principali figure di eredi:

 IL CONIUGE.

Al coniuge spetta:

- metà del patrimonio del defunto se in concorso con un solo figlio;

- un terzo se concorre alla successione con più figli;

- due terzi se concorre con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle.

In mancanza di tali soggetti al coniuge si devolve l’intera eredità.

 

Ecco la tabella esemplificativa di quanto sopra descritto:

 

Superstite

Articolo di riferimento

Quota coniuge

Quota figlio unico

Quota più figli

Quota ascendenti

Quota fratelli

Solo coniuge

579, 583

100%

 

 

 

 

Coniuge con unico figlio

581

1/2

1/2

 

 

 

Coniuge e più figli

581

1/3

 

2/3

 

 

Coniuge senza figli ma con ascendenti

582, 579

2/3

 

 

1/3

 

Coniuge senza figli e ascendenti ma con fratelli

582

2/3

 

 

 

1/3

Coniuge senza figli ma con ascendenti e fratelli

582,571

2/3

 

 

1/4

1/12

Solo figlio unico

566

 

100%

 

 

 

Più figli

566

 

 

100%

 

 

Ascendenti senza figli e coniuge

568,569, 578

 

 

 

100%

 

Fratelli senza figli, coniuge e ascendenti

570, 571

 

 

 

 

100%

Fratelli con ascendenti

571

 

 

 

1/2

1/2

 

 

 

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