L’azione di riduzione, disciplinata dagli articoli 553 e seguenti del Codice Civile, è un’azione che il nostro ordinamento concede ai c.d. legittimari per ottenere la riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni che eccedono la quota di cui il testatore poteva disporre.

 Per spiegare in maniera semplice ed esauriente l’utilizzo pratico e la ragione dell’esistenza di questo rimedio è necessario inquadrare l’azione di riduzione all’interno delle disposizioni del Codice Civile in tema di successioni, svolgendo un breve e chiaro excursus nel “mondo delle successioni”, con particolare riferimento alla c.d. “successione necessaria”.

Il nostro ordinamento, infatti, consente ad ogni soggetto di disporre dei suoi beni per il periodo successivo alla morte nel modo che ritiene più opportuno, dando anche la possibilità di effettuare donazioni in vita.

Tale diritto non viene però concesso in maniera incondizionata: non è possibile ledere i diritti che la legge riconosce ed assicura ai congiunti più stretti, che vengono indicati tassativamente.

Conseguentemente, quando vi sono determinate categorie di congiunti “stretti” (coniuge, figli legittimi, legittimati, adottivi e, in assenza di figli, gli ascendenti), una parte dei beni del’eredità dovranno necessariamente (da qui il termine “successione necessaria”) essere attribuiti a questi.

La quota che la legge riserva a questi soggetti (i c.d. “legittimari” o “successori universali”) prende il nome di quota di legittima.

E’ in questo contesto che si colloca l’azione di riduzione: se le disposizioni testamentarie o le donazioni fatte in vita eccedono la quota di cui il testatore poteva disporre, ciascun legittimario può agire in giudizio per la riduzione delle une o delle altre, con una specifica azione che si chiama, per l’appunto, azione di riduzione.

 Principali caratteristiche dell’azione di riduzione:

 - si prescrive in dieci anni;

- è irrinunciabile da parte dei legittimari finchè il donante è in vita;

 Chi e come può esercitarla?

 Come visto l’azione di riduzione può essere esercitata dai c.d. legittimari, ossia quelle persone a favore delle quali il Codice Civile riconosce una quota di eredità od altri diritti di successione.

Essi sono:

- il coniuge (anche se separato);

- i figli legittimi (a cui sono equiparati i legittimati e gli adottivi);

- i figli naturali;

- gli ascendenti legittimi.

La riunione fittizia:

Come, in concreto, si può stabilire se il testatore, con eventuali donazioni eventualmente fatte in vita e con il testamento, ha leso i diritti spettanti ai legittimari?

Con un’operazione contabile comunemente denominata riunione fittizia:

- si calcola il valore dei beni che appartenevano al defunto al momento della morte e da questo si detraggono i debiti; il risultato lo si somma al valore dei beni eventualmente dati in donazione.

- Sulla base del risultato di tale operazione si calcola la quota di cui il testatore poteva liberamente disporre ed eventuali violazioni subite dai legittimati.

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